Nel mondo dello sport generalmente l’attenzione viene riservata ai campioni più istrionici, quelli capaci di fare il colpo ad effetto in partita, quelli più esuberanti.
Nella pallavolo le cose non cambiano, se succede di assistere ad una partita inevitabilmente le urla di giubilo ed il tifo indiavolato si scatenano nel momento di un punto particolarmente spettacolare, di un muro vincente, di una schiacciata roboante.
Ma per chi vive la pallavolo da dietro le quinte, esistono altri valori che vanno al di là di quelli prettamente tecnici, ed uno di questi è la capacità di essere leader magari anche a propria insaputa.
Nelle squadre sportive, per loro natura, gli atleti ovviamente non sono tutti allo stesso livello, ci sono giocoforza degli sportivi più dotati fisicamente, altri più resistenti, altri ancora che sono più tecnici, il che comporta necessariamente che ci siano atleti che hanno minori qualità sportive.
Generalmente i leader tecnici si trovano tra il primo gruppo, vuoi perché per ovvie ragioni calcano più spesso il terreno di gioco, vuoi perché la naturalezza dei gesti atletici li porta ad essere più spigliati, vuoi per mille altre ragioni.
Ma chi, ripeto, vive le squadre da dietro le quinte, ha l’occasione di vedere ed apprezzare quotidianamente una qualità che invece spesso si trova negli atleti del secondo gruppo.
Tra i nostri iscritti c’è, insieme ad altri, un atleta che incarna perfettamente questo spirito di leadership silenziosa, che è uno degli asset più preziosi che si possano trovare in una squadra.
Chi legge queste pagine sa che difficilmente si fa riferimento ai singoli, ma in questo caso si è voluta fare un’eccezione per sottolineare la forza, il carisma e l’attaccamento alla maglia che negli anni ha dimostrato Lorenzo, banda della prima divisione maschile.
Lorenzo appartiene a quel gruppo di atleti che fa un po’ più fatica degli altri in termini di tecnica e, vuoi perché è “nuovo” nel mondo della pallavolo, vuoi perché in squadra ha avuto compagni sempre un po’ più avanti nella preparazione, difficilmente riesce a ritagliarsi grandi spazi in partita.
Ma Lorenzo c’è sempre. Tra i primi ad arrivare ad ogni allenamento e ad ogni partita, sempre pronto ad ascoltare i consigli tecnici, mai una parola fuori posto, mai un comportamento sopra le righe, mai una lamentela per lo scarso utilizzo.
Probabilmente non se ne rende conto nemmeno lui, ma questo è il modo di fare leadership che rende le squadre normali delle grandi squadre; avere davanti agli occhi l’esempio di chi c’è sempre nonostante le poche gratificazioni personali, è uno sprone silenzioso ed invisibile che inconsciamente rende tutta la squadra più unita e indirizzata al medesimo obiettivo.
È il perfetto esempio di cosa voglia dire veramente essere uno sportivo, un uomo-squadra, un leader silenzioso.
Grazie Lorenzo.